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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti.

Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

 

Rispetto ad un sacco di persone su Internet, non ho giocato molto a Destiny. Infatti, secondo un calcolatore online, ho passato 12 ore a giocarci (anche se non conta il tempo di inattività trascorso in orbita o nella Torre, quindi sono probabilmente circa 25 ore reali). La stragrande maggioranza di questo tempo è stata impiegata nella prima settimana o due dopo il lancio, quando tutti ci giocavano. Ho attraversato le missioni della modalità storia, raggiunto il livello 20 e poi, improvvisamente, mi sono fermato.

Mi sono fermato perché, francamente, ho guardato la mania collettiva dei miei amici, con i loro bottini e le loro infinite rettifiche per le attrezzature, che non avevo completamente capito, e ho deciso che c'erano cose migliori da fare durante il mio breve periodo su questa Terra. Inoltre, il gioco sarebbe stato sicuramente migliore a valle della linea. Quasi ogni gioco che si acquista oggi, probabilmente, risulta migliore dopo un paio di mesi o addirittura anni dopo il lancio, e con Destiny questo sembrava particolarmente vero.

Sono tornato a giocarci lo scorso fine settimana, perché The King Taken sembrava francamente impressionante, promettendo anche di risolvere un sacco di cose che non mi sono piaciute in Destiny. Ho impiegato il mio fine settimana a giocarci, ed è stato un monito riguardo a tutto ciò che ho amato e odiato di questo videogioco. Credo che Destiny sia allo stesso tempo eccellente e terribile, un paradosso affascinante, dato che il tutto risulta ugualmente degno dell'apprezzamento dei suoi giocatori e della derisione dei suoi detrattori.

Alcune delle cose che odio in Destiny sono in realtà quelle che lo hanno reso così popolare. In primo luogo, nella stragrande maggioranza delle missioni non c'è bisogno di molta abilità per sentirsi un eroe spaziale. Ho notato questo osservando giocare il figlio di nove anni della mia compagna, ed ho visto che per lui è sufficiente puntare e sparare; tutto il resto è fatto di numeri dietro le quinte. E' davvero molto difficile perdere in Destiny, a meno che non si sia lasciati soli. Voglio dire, il ragazzo avrebbe potuto stare lì in campo aperto, sparando e giocherellando fra i menu con la sua attrezzatura, e ancora non sarebbe morto.

 

 

Questo mi ha fatto capire che tutta la tensione che avevo sperimentato con le missioni di Destiny esisteva solo nella mia immaginazione. La posta in gioco è molto bassa. Capisco che questo possa essere compensato aumentando il livello di difficoltà ma, ancora, questa è una scelta progettuale che è al cuore del fascino di Destiny: puntare e sparare si sente stupefacente, e invita a farlo di nuovo. Tutto il resto, in base a questo ciclo di gameplay, è secondario.

Continuavo a giocare a Destiny perché è il miglior sparatutto a cui abbia mai giocato in termini di sensazione. Le pistole sono incredibilmente progettate, capolavori di fantascienza dalle linee morbide, con colori brillanti e parti ad incastro. Sembrava stupefacente. Guardare robot ed alieni che si dissolvono o deformano non stanca mai, perché ogni arma dà una sua esperienza sensoriale. Anche la grafica è stupenda. Non riesco a credere quanto siano belli i pianeti in Destiny, anche se non c'è molto da vedere in essi. Si tratta di un MMO senza alcun aspetto di esplorazione. Non c'è niente d'interessante da trovare in questi mondi, il che è un po' straziante. Ogni volta che ci gioco mi accorgo di quanto possa essere migliore. Sarebbe più facile non preoccuparsi per la mancanza di un'interessante narrazione ambientale o di esplorazione, se la storia principale non fosse un tale carico di nulla.

Un'altra cosa che non sopporto: il gergo. Destiny si spiega proprio male, e quindi chiunque voglia capire il gioco deve rivolgersi a Internet per un consiglio. Eppure, anche in questo caso, il gergo la fa da padrone. Per mettere questo fatto nella giusta prospettiva, va detto che io gioco un sacco a Monster Hunter. Posso decifrare le sue strane statistiche, ma non quelle di Destiny. Molti dei miei amici "di Destiny" mi hanno detto che la vita comincia dopo il livello 20, e che se si passano 50 ore giocando a questo gioco, tutto comincia ad avere un senso. Non sono disposto a spendere 50 ore della mia vita su un gioco, prima di capirlo.

Tutto ciò mi ha reso difficile godermi Destiny fino ad ora, nel corso del suo primo anno di vita. Sono allo stesso tempo felice ed infuriato per questo titolo. Tuttavia non vedo l'ora di tornarci per The King Taken. Da quello che ho capito, molti di questi problemi vengono direttamente affrontati, in particolare il racconto ed il rapporto, difficile da analizzare, fra la Luce ed il livello del personaggio. La cosa migliore di Destiny, a mio parere, è la comunità da cui è supportato. La maggior parte dei miei amici "di Destiny" è molto più in là di dove mi trovo in gioco ora, e con alcuni di loro non parlo da molto tempo. Ma The King Taken sarà un nuovo inizio per tutti noi. Non vedo l'ora di riprendere i contatti con loro, ed anche più di riprendere il contatto con il gioco.

Fonte: kotaku.co.uk

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